Dove andare a fine febbraio in italia

Dove andare a fine febbraio in italia

Dove andare a fine febbraio in italia articolo del giorno 08/02/2020.

Benvenuto in questa nuova guida sul “dove andare” oggi andremo a proporti dove andare a fine febbraio in italia quindi resta con noi sino alla fine per questo nuovo appuntamento su DOAND

Firenze meta indiscussa

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Le nostre curiosità su Firenze

Sappiamo che Firenze è una città a misura d’uomo, ma con tutti i segreti e le curiosità che custodisce è quasi impossibile pensare di sapere tutto sul capoluogo toscano dopo esserci stati solo una volta. Molte persone conoscono Firenze grazie al suo straordinario patrimonio artistico ed alla sua importanza storica nell’epoca medievale, ma Firenze è ricca di strade e piazze che hanno tutte qualcosa di speciale da raccontare. Tra storie e leggende affascinanti che serpeggiano per le vie del centro cittadino vi raccontiamo cinque curiosità su Firenze.

Curiosità n. 1 – La Berta

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La famosa Berta è una scultura risalente ai tempi antichi che ritrae la testa pietrificata di una donna. Le curiosità popolari di Firenze che ruotano attorno all’opera sono tra le più disparate. Alcune raccontano di uno scienziato accusato di eresia e stregoneria e per questo condannato a morte, altre parlano di una fruttivendola a cui fiorentini vollero dedicare un riconoscimento per la gentile donazione fatta alla chiesa. Altre ancora narrano che la scultura mozzata sia un lascito di epoca romana.

Curiosità n. 2 – La Finestra Sempre Aperta

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In Piazza Santissima Annunziata a Firenze, dietro una finestra si cela una triste storia d’amore risalente al sedicesimo secolo. Nel Palazzo Griffoni viveva una giovane coppia innamorata, ma con l’arrivo della guerra l’uomo partì in soccorso della patria e alla donna non rimase altro che aspettare il suo ritorno alla finestra. Passarono settimane, mesi ed anni ma il marito non fece mai ritorno a casa e la donna rimase proprio dietro quella finestra ad aspettarlo, anche dopo la morte. Da oltre 400 anni, quella persiana all’ultimo piano dello stabile fiorentino è così rimasta sempre aperta, mentre il fantasma della donna, dice la curiosità popolare, è rimasto in trepida attesa del ritorno del proprio amato. Secondo tradizione, pare che quella donna fosse l’amante di Ferdinando I de’ Medici, raffigurato nella statua equestre al centro della piazza.

Curiosità n. 3- L’Importuno

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In Piazza della Signoria, nella parte inferiore della facciata di Palazzo Vecchio a Firenze, c’è un particolare graffito che rappresenta il volto di un uomo scolpito nella pietra, che i fiorentini usano chiamare L’Importuno. La curiosità è nel fatto che la tradizione racconta che il profilo, ad opera di Michelangelo Buonarroti, rappresenterebbe una persona che spesso fermava e importunava il maestro parlando delle proprie miserie e dei fallimenti subiti. L’artista, nel tentativo di liberarsi di questo loquace uomo, iniziò a tracciare con martello e scalpello il suo volto. Altre fonti sostengono invece che si tratti di un uomo condannato alla gogna, una pratica piuttosto comune nel Medioevo.

Curiosità n. 4 – La Meridiana di Santa Maria Novella

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Ai lati della porta d’ingresso della Chiesa di Santa Maria Novella proprio nel centro di Firenze, si trovano due oggetti dall’aspetto davvero curioso e singolare. Una sfera armillare ed una meridiana, due strumenti astronomici utilizzati dal monaco e astronomo Danti alla fine del 1500 per lo svolgimento degli studi che conduceva sulla conciliazione tra equinozio astronomico e calendario Giuliano. Sia l’armilla che la meridiana sono disposte in maniera esattamente simmetrica rispetto al portone d’ingresso principale. L’armilla si compone di due cerchi metallici graduati il cui orientamento consente di individuare i giorno del solstizio e dell’equinozio. La meridiana incorpora tre asticelle la cui ombra, gettata sul quadrante, indica un momento del giorno per il calcolo dell’ora: alba, mezzogiorno e tramonto.

Curiosità n. 5 – L’orologio Controcorrente

A Firenze c’è un orologio che segna il tempo al contrario ed è l’Orologio della Controfacciata del Duomo realizzato da Paolo Uccello, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano. Il quadrante è formato da 24 ore espresse in numeri romani e in ordine crescente, ma la lancetta si muove in senso antiorario copiando il movimento dell’ombra in una meridiana. La ventiquattresima ora non indica la mezzanotte, ma il tramonto del sole, secondo la tradizione della hora italica. Inoltre, la lunghezza di un’ora non era sempre uguale ma variava in base alla stagione. Per questo motivo, visto che l’ora del tramonto non è sempre uguale, l’orologio viene regolato più volte durante l’anno, in modo che l’ora del tramonto sia sempre l’ultima del giorno e la prima dalla quale inizi il conteggio delle ore.


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